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Il giorno di Marino

Se cercate un pastone sulla conferenza di presentazione del libro di Ignazio Marino, allora continuate a cercare, troverete decine di articoli a riguardo. Questo è una raccolta delle affermazioni pronunciate dall’ex sindaco durante quella conferenza. Luogo del lancio di “Un marziano a Roma”: una location, per così dire, neutrale, ossia la sede dell’Associazione Stampa Estera. Già dal titolo del primo capitolo – “Ventisei coltellate, un solo mandante” – si intuisce che Ignazio Marino si toglierà qualche fastidioso sassolino dalla scarpa.

«Questo volume non è un testamento, né una vendetta. È un libro di visione, analisi e prospettiva».

«Ho iniziato questo volume nell’agosto del 2015 come libro di metà mandato, poi è andata come voi tutti sapete».

«Sono abituato a prendere appunti della giornata e fissare su carta ciò che avviene».

«Se vuoi diventare un esperto di una materia, allora devi scrivere perché ti accorgi di avere tante lacune, di informarti e verificare i dati».

«A fine 2008 il debito era di 22,5 miliardi di euro, una somma raggiunta dai sindaci al ritmo di un milione di euro al giorno».

«Al mio arrivo in Campidoglio non immaginavo una situazione tale».

«Quando mi sono insediato ho capito di non avere risorse economiche per realizzare tutto quello che avrei voluto».

«La scelta della sede è importante perché al di là del chiacchiericcio della cronaca locale, Roma è una capitale osservata da tutto il pianeta».

«Un capo di governo [Matteo Renzi, ndr] non eletto da nessuno che nomina un commissario di parte al posto di un sindaco eletto da migliaia di persone. Una grave lesione della democrazia che tutto il mondo ha visto e considerato con attenzione e preoccupazione».

«Una discarica [Malagrotta, ndr] grande come 350 stadi olimpici uno accanto all’altro: doveva essere dismessa dal 2007».

«Quando sono arrivato invece di venderla [la carta, ndr] pagavamo 15 euro a tonnellata per smaltirla e immetterla di nuovo nel circuito commerciale. Nel 2015 ho fatto una gara internazionale e ora la carta ci frutta 40 euro a tonnellata. Questo significa un buon governo. Non penso di essere più intelligente degli altri sindaci: ho lo stesso quoziente intellettivo, è che loro non hanno voluto vedere».

«Quando verrò chiamato spiegherò a proposito degli scontrini. Mi piacerebbe che la stessa trasparenza venisse utilizzata dal capo del governo che, leggo sui giornali, ha speso in un anno come presidente della provincia di Firenze 600mila euro in spese di rappresentanza, caso chiuso rapidamente archiviate dalla magistratura contabile».

«Gli altri candidati dicono di non avere ancora un programma elettorale. Ma vi immaginate a Parigi un candidato senza programma? Questo volume potrebbe essere uno spunto per loro. Per essere una capitale di un Paese del G7 ci deve essere un programma».

Ignazio Marino nella sede dell'Associazione Stampa Estera
Ignazio Marino nella sede dell’Associazione Stampa Estera

«Avevo grandi aspettative da chi, ora, riveste la figura di capo di governo, diceva cose in cui mi riconoscevo. Parlava di un’informazione radiotelevisiva che somigliasse alla Bbc, e invece siamo arrivati a una situazione in cui il presidente del Consiglio sceglie il direttore generale della Rai e i direttori delle reti. Se l’avesse fatto Berlusconi molti giornali si sarebbero ribellati».

«Ringrazio al giunta che ha lavorato con lealtà. In un’azienda privata, il lavoro fatto in quella situazione drammatica, avrebbe ricevuto premi milionari. E questo significava sganciare Roma dalle lobby, ma non è quello che vuole Renzi, lui preferisce andarci a cena. Ad esempio il villaggio olimpico [Roma 2024, ndr] è stato deciso in una stanza di Palazzo Chigi da Montezemolo, Renzi e Malgò. Nessuno è stato consultato».

«I puntini rossi che vedete [indica una mappa di Roma proiettata su di un maxi schermo, ndr] sono le aree che la giunta precedente aveva scelto per edificare. Non credo sia nell’interesse del cittadino andare a vivere davanti la discarica di Malagrotta. Per questa mia scelta qualcuno si è risentito, magari i palazzinari, che magari sono anche editori».

«Non c’è stata collaborazione con il governo centrale, basta vedere i fondi stanziati per Milano e quelli per Roma, considerando che quest’ultima è molto più grande e delicata di Milano».

«Amministrare la città non significa andare a cena con le correnti».

«Se fai politica senza avere un’altra professione, e quindi fai politica per lavoro, devi piegare la testa per non perdere il posto e così hanno fatto i 26 consiglieri».

«Se avessi seguito i consigli del Pd forse mi avrebbero messo in cella di isolamento».

«Anche se ho chiamato il libro “Un marziano a Roma” non ho intenzione di trasferirmi su Marte».

«Le azioni del prefetto non sono altro che un’esecuzione di quello già indicato del governo».

«Attenzione che Mafia Capitale nasce nella destra di Gianni Alemanno, e non lo dice Marino, ma il procuratore Giuseppe Pignatone».

«Io non mi sono dimesso, si sono dimessi i consiglieri comunali facendo cadere la giunta».

«Per fare investimenti per la capitale bisogna amarla, evidentemente Renzi non ama Roma».

«Io ho la tessera Pd del 2015 e l’anno non è ancora scaduto».

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