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Smom e Casa dei Cavalieri di Rodi, quando la stampa si accontenta dell’apparenza

Nell’ultimo mese il telefono dell’ufficio stampa è squillato molto spesso. «Lei non sa quante interviste abbiamo dato, tutti sono venuti a bussare alla nostra porta chiedendoci delle spiegazioni», ci dice Eugenio Airoldi, direttore della comunicazione dello Smom, Sovrano Militare Ordine di Malta. Di articoli sensazionalistici ne sono usciti tanti, tra il Corsera, La Repubblica poi ripresa da Dagospia, Il Tempo che mette questo “caso” al primo posto della sua top ten degli affitti ridicoli, ma anche tante altre testate. Tuttavia, la notizia non c’è, o meglio, non è quella che è stata data.

Il motivo di tanto clamore è che lo Smom paga dodici euro l’anno di affitto per usufruire della sede romana di Piazza del Grillo. Messa così è davvero uno scandalo: un palazzo storico e di alto pregio culturale al centro di Via dei Fori Imperiali per un euro al mese? La struttura, chiamata Casa dei Cavalieri di Rodi, ospita la Delegazione di Roma e il Cisom – Corpo Italiano di Soccorso dell’Ordine di Malta. Magari non ci avete fatto caso, ma quest’ultimo lo avrete sicuramente visto nei Tg durante le operazioni di Sar – Search And Rescue – nei servizi televisivi sui migranti che cercano di raggiungere le coste italiane, in particolare Lampedusa.

Cisom - Sar
Cisom – Foto da www.cisom.org

Per Eugenio Airoldi sparare la notizia che per una struttura a Piazza Venezia si paghi solo un euro al mese è eclatante, ma «non ci potete considerare come un privato cittadino che gode di un bene pubblico per dodici euro, perché noi, tra l’altro, lì dentro abbiamo anche il centro operativo del Corpo Italiano di Soccorso, siamo l’equivalente della Croce Rossa perché facciamo cose molto simili». Chissà se vi fosse stata la Cri si sarebbe fatta tutta questa cagnara.

Di questa struttura ne ha scritto anche l’ex sindaco di Roma, Ignazio Marino, nel suo libro Un Marziano A Roma: «[…] penso ad esempio al caso del palazzo compreso tra il Foro di Traiano e quello di Augusto, dato in concessione fin dal 1946 all’Ordine dei Cavalieri di Malta, con una splendida balconata che si affaccia sull’area archeologica centrale, il Campidoglio, l’Altare della Patria e il Colosseo. […] Forse, senza di loro, il palazzo sarebbe andato incontro al degrado. Ciò non toglie che nessuno dei miei predecessori si sia preoccupato per oltre sessant’anni di riadeguare un canone stabilito appena dopo la seconda guerra mondiale in ventiquattromila lire l’anno e, all’inizio degli anni duemila, semplicemente convertito in euro: dodici euro. Un euro al mese di affitto per uno dei più bei palazzi del pianeta».

Casa dei Cavalieri di Rodi
Casa dei Cavalieri di Rodi tra il Foro di Traiano e quello di Augusto

Ma le cose non stanno proprio così. Quello che nessuno ha scritto è che quei dodici euro non sono un canone di affitto, bensì un affido della struttura. «L’euro al mese non è altro che una spesa simbolica – continua Airoldi – derivante dalla scelta del comune di Roma di affidare la gestione del palazzo allo Smom». Smom è un acronimo che sta per Sovrano Ordine Militare di Malta, ordine fondato all’inizio del 1800 come prosecuzione dell’antico Ordine Ospedaliero di San Giovanni di Gerusalemme di Rodi e di Malta. È considerato il principale discendente dei Cavalieri Ospitalieri medievali, e oggi opera come organizzazione caritativa e cerimoniale.

La sede di Piazza del Grillo apparteneva all’antico Ordine fin dal XIII secolo, poi, dopo la seconda guerra mondiale l’amministrazione capitolina ne diventa proprietaria e, nel 1946, con una delibera del Consiglio comunale decide di affidare il palazzo all’ordine religioso cavalleresco sostanzialmente per due motivi.

  1. Per il fortissimo legame che l’Ordine ha da secoli con quella struttura in particolare.

  2. Per l’alto valore morale delle attività svolte dall’Ordine, in particolare, data l’epoca in cui l’affido è stato deciso, durante la seconda guerra mondiale.

Casa dei Cavalieri di Rodi
La Casa dei Cavalieri di Rodi ospita la Delegazione di Roma e il centro operativo Cisom

La manutenzione dello stabile – salvo una piccola parte dell’edificio che è anche la più malmessa – è a carico degli affidatari, il comune in teoria non ci mette soldi. In un normale canone di affitto le spese che riguardano lo stabile sono a carico del proprietario, e allora, a questo punto, bisognerebbe fare un conto: per il Comune è più conveniente riscuotere l’affitto e dover pagare tutto il resto, o lasciare che sia lo Smom a salvaguardare un pezzo di storia di Roma? C’è anche da dire che, spesso, le strutture comunali non sono poi così ben tenute.

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